< Torna alla lista

24/10/2016

Intervista a Jeremy Suarez

Jeremy Suarez è il ventottenne più gagliardo della scena inline. È uno street skater tra i più talentuosi, capace di compiere le acrobazie e i percorsi più impressionanti di ogni evento a cui partecipa. Jeremy dimostra il massimo atletismo, pattinando nei più disparati contesti urbani del mondo, correndo le maratone, e muovendosi su rotelle per diletto. Scambiamo qualche parola con il poliedrico Jeremy Suarez, da Bruxelles, Belgio.

 

D. Jeremy, hai iniziato a pattinare molto giovane. Come ti sei avvicinato al mondo del pattinaggio?

R. Ho cominciato a sette-otto anni, quando sono andato con la mia classe in un rinomato skatepark locale, l’Anderlecht Rollerpark, per un’attività pomeridiana del mercoledì.

D.  Cosa ti ha attratto del pattinaggio?

R. La prima volta che ho messo ai piedi un paio di “scarpe razzo” è stato fantastico, e non erano neanche mie. Le avevamo noleggiate allo skatepark. C’erano così tanti giovani che si divertivano girando, saltando, scivolando e giocando a hockey.

Ero strabiliato dal vedere tanta gente insieme in quel pattinodromo. Ho deciso che sarei tornato più spesso, da quel momento. Mi sono fatto un sacco di nuovi amici! Eravamo dei ragazzini che giocavano a nascondino e a “chi ce l’ha”: da quel momento in poi tutti i miei giochi d’infanzia sono diventati giochi su rotelle.

D. Quando hai capito di avere un talento straordinario nel pattinaggio?

R. Non ho mai capito di avere un talento. Ho sempre pensato solo a divertirmi e a stare con la mia nuova “famiglia”, continuamente. Dopo circa due anni di pattinaggio giocoso, abbiamo iniziato a premere il piede sull’acceleratore. Senza rendercene conto, abbiamo alzato il nostro livello, e provavo ogni cosa, dal gettarmi giù dalle rampe più alte al provare a riprodurre tutte le mosse dei ragazzi più esperti: Jean-Jean Chanet, Issame Tolba, Enrique Roces.

D. Eri una giovane promessa della rampa verticale. Ti cimenti ancora in quel contesto?

R. Come ho detto prima, la “vecchia scuola” pattinava sulle rampe più alte, e su enormi half pipe. Il passo successivo, per me e i miei amici, è stato quindi pattinare su quelle altissime, grandi U, e provare a raggiungere il loro livello per ottenere il rispetto dei grandi. Eravamo dei bambini di dieci anni! Di volta in volta provo a tornare sulle rampe, anche se non ne abbiamo di grandi in Belgio; mi è capitato di fare qualche spettacolo dimostrativo, d’estate, insieme a Kevin Marron Lopez.. Diciamo che mi è rimasta qualche qualità anche in rampa!

D. Nel park sai come darci dentro. È per te il posto migliore dove divertirsi?

R. Si, è quello che preferisco. È il posto dove riesco ad esprimermi al massimo, perché ci sono cresciuto. La gente potrebbe dire che sono un ”topo da park”.. Mi piace saltare, sentire il legno sotto le ruote, curvare, darmi al grind, alle trottole e ai flip, oppure semplicemente stare insieme alla mia compagnia. Ma è facile trovarmi anche in una conca di cemento, in qualche strada, iscritto alla maratona, o in qualsiasi altro posto dove sia possibile far partire le mie “scarpe razzo”!

 D. Quest’anno hai vinto il FISE a Montpellier. Che esperienza è stata?

R. Una volta ero l’unico non professionista a competere tra i pro nella competizione verticale, che, se non ricordo male, era uno dei primi contest FISE. Perciò.. dopo 15 anni ho vinto da pro. È una sensazione grandiosa. Non mi aspettavo di vincere, ma è uno sport dove, se si persevera, chiunque può aspirare alla vittoria.

D. FISE gira il mondo. Che posti ti piacerebbe visitare attraverso questo festival di action sports?

R. Mi piace viaggiare in giro per il mondo con le rotelle ai piedi: spettacoli, contest, shooting fotografici o di video.. Per ora il prossimo passo è FISE China in Chengdu.. Nihao!

D. Ti abbiamo visto anche viaggiare sui tuoi Twister per CityExplorer 2014, e sfidare Sofi nelle 10K challenges. Dev’essere bello per te, vero?

R. Un’esperienza incredibile! Sono andato in posti che non avevo mai visto prima, e in cui magari non tornerò facilmente. Ripeto, io amo pattinare. Pattinare non è solo uno sport, una disciplina. Puoi andare da un punto A ad uno B con i tuoi pattini. È così che ho imparato a pattinare. Mi ha fatto viaggiare tanto e mi ha sempre permesso di farmi nuovi amici. Vorrei provare tutti i tipi di disciplina sui pattini, dallo stile aggressivo alla velocità, dagli slalom fino alla pattinata libera, dall’hockey alla roller disco. In ogni caso, si tratta di divertirsi in compagnia!

D. Ti mantieni in forma grazie alle sessioni di fitness. Ti aiutano nello street skating o nelle altre discipline?

R. Certamente. Una delle cose più importanti quando si pattina è imparare a cadere. È anche necessario imparare a rialzarsi dopo le cadute, e continuare ad andare avanti chilometri e chilometri. Penso che abbiamo tutti bisogno di restare in forma, di essere più forti, di alzare l’asticella. Impariamo tutti attraverso la sofferenza. 

Vorrei ringraziare tutte le persone che mi hanno spinto ad andare sempre oltre. Non dimenticate che è tutto legato al divertimento. Se state leggendo questo, significa che può interessarvi: entrate anche voi a far parte della nostra grande famiglia!

 

Seguite Jeremy su Instagram: @marc9vyer e guardatelo volare il 28 ottobre 2016 a Chengdu, in Cina.

 

FOLLOW US

@ROLLERBLADE

SKATE SMART:

KNOW YOUR SKILL LEVEL AND SKATING CONDITIONS

FOLLOW US ON

ROLLERBLADE È UNA DIVISIONE DI TECNICA GROUP S.P.A.
Società soggetta a direzione e coordinamento di Sintesi Holding S.r.L.
Sede in Giavera del Montello (TV) - Via Fante d’Italia n. 56 | Capitale Sociale Euro 25.000.000,00 interamente versato
Società iscritta al n. 78175 R.E.A. di Treviso. | Registro Imprese e Codice Fiscale 00195810262